Perché le citazioni contano così tanto

Citare bene non è solo una questione di forma. Serve a tre cose:

  • Dare credito a chi ha prodotto l'idea o il dato che stai usando
  • Permettere al lettore di verificare la fonte, se vuole approfondire
  • Proteggerti dal plagio, anche quello involontario, che è più comune di quanto sembri

Molti studenti pensano al plagio come al copia-incolla di un testo intero. In realtà, anche parafrasare un'idea altrui senza citarla è plagio. La regola pratica: se l'idea, il dato o l'argomentazione non sono farina del tuo sacco, la fonte va citata — che tu l'abbia riportata parola per parola o riformulata con parole tue.

I principali stili di citazione

Non esiste uno stile universale: ogni disciplina (e spesso ogni ateneo o dipartimento) ha le sue convenzioni. Prima di iniziare a scrivere, verifica con il tuo relatore o nel regolamento della tesi quale stile è richiesto.

APA (American Psychological Association)

Il più diffuso in psicologia, scienze sociali ed economia. Le citazioni nel testo seguono il formato autore-data: (Rossi, 2023) oppure, se citi direttamente le parole dell'autore, aggiungi il numero di pagina: (Rossi, 2023, p. 45). In bibliografia, le voci sono ordinate alfabeticamente per cognome dell'autore.

APA 7 vs APA 6

Se il tuo corso richiede l'APA, controlla quale versione: la settima edizione ha introdotto alcune differenze rispetto alla sesta, per esempio nel modo di citare fonti con più di due autori nel testo (con la settima si usa "et al." già dal secondo autore in molti casi, mentre nella sesta si scrivevano fino a cinque nomi alla prima citazione). Usare la versione sbagliata è un errore frequente e facilmente evitabile controllando le linee guida del tuo dipartimento.

Chicago

Usato spesso in ambito umanistico e storico. Esiste in due varianti: quella con note a piè di pagina (note-bibliography) e quella autore-data, simile all'APA. La scelta tra le due dipende dalla disciplina e dalle indicazioni del relatore.

IEEE

Tipico delle discipline ingegneristiche e informatiche. Le citazioni nel testo sono numeriche, tra parentesi quadre: [1], [2], e la bibliografia è ordinata per ordine di comparsa nel testo, non alfabeticamente.

Vancouver

Diffuso in ambito medico-scientifico. Anche qui le citazioni sono numeriche, ma seguono l'ordine di prima citazione nel testo.

Se non sei sicuro di quale stile usare, non affidarti a supposizioni: chiedilo esplicitamente al relatore o cerca il regolamento tesi del tuo corso di laurea, spesso disponibile sul sito del dipartimento.

Come inserire le citazioni nel testo

Ci sono tre modi principali per incorporare una fonte nel tuo testo, e ognuno ha un uso specifico.

La citazione diretta riporta le parole esatte dell'autore, tra virgolette, seguite dal riferimento. Va usata con parsimonia: solo quando la formulazione originale è particolarmente efficace o quando stai analizzando proprio quelle parole (per esempio in un'analisi del discorso).

La parafrasi riporta l'idea dell'autore con parole tue. È la forma più usata in una tesi, perché dimostra che hai davvero elaborato il contenuto e non ti sei limitato a copiarlo. Anche la parafrasi richiede la citazione della fonte.

Il riassunto condensa un'idea più ampia, magari tratta da un intero capitolo o articolo, in poche righe. Utile soprattutto nella revisione della letteratura, per collegare tra loro più fonti sullo stesso tema.

Come organizzare le fonti durante la scrittura

Aspettare la fine della tesi per sistemare la bibliografia è la strada più veloce per ritrovarsi in difficoltà. Un software di gestione bibliografica, come Zotero o Mendeley, ti permette di salvare le fonti man mano che le trovi e di generare automaticamente sia le citazioni nel testo che la bibliografia finale nello stile richiesto.

Anche senza un software, una buona abitudine è tenere un documento separato in cui annoti, per ogni fonte che leggi, il riferimento completo e la pagina esatta da cui hai preso un'idea o una citazione diretta. Recuperare questa informazione a distanza di mesi, quando la tesi è quasi finita, è molto più difficile che segnarla subito.

Errori comuni da evitare

Bibliografia incompleta o incoerente con le citazioni nel testo. Ogni fonte citata nel corpo del testo deve comparire in bibliografia, e viceversa. È l'errore più frequente e anche il più facile da individuare per chi corregge la tesi.

Mescolare stili diversi. Usare APA per alcune citazioni e Chicago per altre, magari perché hai copiato riferimenti da fonti diverse senza uniformarli, è un segnale di scarsa cura che salta all'occhio.

Citare fonti secondarie come se fossero primarie. Se leggi un dato citato in un articolo, ma non hai consultato lo studio originale, la citazione corretta è "come citato in" — dichiarare esplicitamente che stai riportando una fonte di seconda mano.

Sovraccaricare il testo di citazioni dirette. Una tesi fatta soprattutto di virgolette e poca elaborazione personale non dimostra la tua comprensione dell'argomento. Le citazioni dirette vanno usate quando servono, non come scorciatoia per riempire pagine.

Autoplagio. Riutilizzare parti di un tuo lavoro precedente (una tesina, un altro elaborato) senza dichiararlo è considerato scorretto quanto copiare da un altro autore.

Un ultimo controllo prima della consegna

Prima di considerare la bibliografia definitiva, fai una verifica incrociata: apri il documento e, citazione per citazione, controlla che ogni riferimento nel testo abbia una voce corrispondente in bibliografia, con dati coerenti (anno, autori, titolo). Per una tesi con centinaia di fonti è un lavoro che richiede tempo, ma è anche uno dei controlli più semplici da delegare a un software di gestione bibliografica, se lo hai usato fin dall'inizio. Nello stesso giro di rifiniture finali rientra anche l'aggiornamento dell'indice, così che rifletta la struttura definitiva.

Se hai dubbi su quale stile usare o su come sistemare la bibliografia della tua tesi, su MyTutor360 seguiamo studenti in ogni fase della scrittura, comprese le parti più tecniche come questa. Contattaci per una mano concreta.